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Anche la TCW ha la sua main event mafia
Scritta da Redazione il 10 Nov 2008

Non c’è aggettivo nel vocabolario italiano, per descrivere l’esito tanto inaspettato quanto terribile, dello show “Risoluzione Extrema”, in scena sabato 8 novembre ad Imola.
La vittoria nel main event de “La Notte Dei Ribelli” permise a Tyson Damien, il 14 giugno, di conquistare una title shot al titolo detenuto da Fenriz, e tanto il wrestler romano aveva atteso l’occasione di usufruire della sua chance, da non potervici rinunciare neppure soffrendo uno strappo alla schiena, tale da non pregiudicarne certo i movimenti, ma da fiaccarne sicuramente la resistenza.

Col passare dei mesi, l’hype attorno alla sfida tra i due colossi della TCW, wrestler tanto grandi quanto coriacei e soprattutto potenti, è cresciuto al punto da costringere, quasi, il general manager a perfezionare la contesa “ornandola” di una stipulazione speciale, perfetta allo scopo di permettere agli sfidanti di dare il 100% delle proprie forze nell’incontro in questione; così, Damien vs Fenriz per il titolo assoluto TCW divenne un 2 out of 3 falls, un match al meglio delle tre cadute.

Nessun dubbio, insomma, quanto al ruolo dei due giganti TCW: il palcoscenico principale, inevitabilmente, avrebbe dovuto essere una loro prerogativa.
Un roster completo come quello della Total Combat Wrestling, benché fornito di cinture intermedie, come il titolo Revolution e quello Extreme, non manca comunque di scontenti, quali Axel Fury; una delle maggiori leggende del nostro wrestling ha tenuto un comportamento imprevedibile, al limite dello schizofrenico, durante l’ottima contesa d’apertura, dove insieme a Kid Kazama e con l’aiuto della splendida Violet si è trovato di fronte al tag team formato da Red Scorpion e Danger.
Dapprima, forse spaventato dal confronto con Danger, devastante fin dai primi minuti, Axel si è ritirato dalla contesa, lasciando sul ring il solo Kazama in evidente difficoltà. Titubante, è in seguito tornato sul ring, salvo poi discendervi di nuovo per baciare la sua ragazza, stupita come il resto del pubblico. Infine, ha preferito dare un senso alle proprie azioni chiamandosi fuori dall’incontro, e lasciando perdere il compagno, motivando quindi la sua scelta chiamando in causa un certo senso di frustrazione, dovuto ovviamente al fatto di essere trattato come un atleta di poco conto, almeno secondo la sua opinione; lo stesso ha infine accennato alla sua title shot per il titolo TCW, rivelandosi in seguito un buon profeta

Compagno “di merende” del vecchio Fury, Il Marchese; già Revolution champion, ha compiuto un autentico capolavoro, permettendo a Low G, Leviathan e Maxy Boy di scontrarsi per ottenere un incontro per il titolo Revolution, da disputarsi la sera stessa. Il campione, ovviamente, si è rimangiato in fretta le proprie parole, affermando di aver promesso un incontro “all’ultimo atleta in piedi sul ring” proprio nel momento in cui la manager di Maxy Boy si trovava sola nel quadrato; una formalità, quindi, la difesa del titolo da parte del campione. Palese l’ingiustizia commessa dal Marchese, che il general manager Pietro Mazzara ha provato a porvi una pezza chiamando Death Mask ad affrontare il nobile; sorprendentemente, il primo si è lasciato schienare senza alcuna remora. La frustrazione ha colto a quel punto il G.M., il quale ha di fatto consegnato le cinture tag team al marchese e socio, mandando contro questi ultimi i campioni di coppia Marieddu e Fucking Crazy per un match titolato.

Due cinture per Il Marchese, insomma, ed una title shot per Axel Fury; dopo lo splendido incontro tra Fenriz e Damien, concluso tramite stereo chokeslam dal primo, che si è portato a casa la vittoria rimontando l’iniziale svantaggio, l’ovazione per i due concorrenti si è interrotta a causa dell’intervento di Fury, giunto a bordoring insieme al G.M per utilizzare la propria title shot. Una mossa furba, considerando che mai Fenriz in TCW aveva faticato tanto contro un rivale, combattendo, è il caso di dirlo, “fino all’ultimo sangue” ed in senso tutt’altro che metaforico; Axel ha in seguito perfezionato la propria scelta, annunciando come special referee della contesa un Marchese evidentemente corrotto.
Già dai primi istanti, il nobile ha mostrato il proprio schieramento esibendosi in fast count al limite dell’inverosimile, avvantaggiando ovviamente lo sfidante; nessuna possibilità, insomma, per un Fenriz che ha resistito finchè ha potuto, fino a cedere in seguito ad un colpo con la cintura, non segnalato dall’arbitro, ed alla Maximum Fury sempre sul titolo TCW, rivelatasi risolutiva.

Una notte da dimenticare, insomma, per i face TCW; l’alleanza Axel Fury-Il Marchese ha portato dalla parte di entrambi quasi tutte le cinture TCW (con la sola eccezione del titolo Extreme), segnando così l’inizio di una nuova era caratterizzata da un sicuro dominio a due.

Andrea “Macho Minkius” Tagliabue

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